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  • Dialoghi di storia – Trekking urbano a San Giovanni a Piro
    09:00 -17:00
    22/11/2019

     

    • Difficoltà: T (unica difficoltà: gradoni in pietra,35-40 cm di altezza, lungo il sentiero della Manna)
    • Punto di partenza: Cenobio San Giovanni Battista
    • Punto di arrivo: Belvedere di Ciolandrea
    • Lunghezza percorso: 6300 mt (solo andata)
    • Dislivello max: 150 m

    Programma

    Venerdì 22 novembre 2019

    9.00 – Cenobio San Giovanni Battista
    Dialoghi di storia: Seminario itinerante sul fenomeno del monachesimo italo greco, a cura della professoressa Rosanna Alaggio
    10.30 – Visita guidata del centro storico di San Giovanni a Piro
    13.00 – Pranzo comunitario
    15.30 – Santuario Maria SS. di Pietrasanta
    17.00 – Belvedere di Ciolandrea
    Considerazioni finali
    Rientro in navetta al Cenobio

     

    Paese ricco di storia millenaria, di tradizioni e credenze, di natura incontaminata e di tanti incontri che riempiono il cuore.

    A San Giovanni a Piro faremo un tuffo nel passato. Ripercorreremo le vicende che hanno portato alla sua fondazione, alla edificazione delle tante chiese e cappelle (oltre venti) che rappresentano l’espressione della profonda religiosità che ha pervaso nei secoli il suo popolo. Ci caleremo nella sua natura incontaminata attraversando sentieri storici e boschi fiabeschi, affacciandoci su panorami che avvicinano all’infinito.

    Dal cimitero dell’Immacolata, una comoda stradina interpoderale ci condurrà alla grotta del Ceraseto. Resti di mura e di vasche per la raccolta delle acque testimoniano la vita eremitica che qui conducevano i monaci italo-greci di rito bizantino, detti anche basiliani, nella seconda metà del X secolo.
    Raggiungeremo, poi, l’abbadia di San Giovanni Battista fondata dagli stessi monaci sul finire del X secolo. Qui ebbero luogo le vicende che portarono alla nascita del casale di San Giovanni a Piro. Retto da personalità illustri, come il cardinale Bessarione e l’umanista Teodoro Gaza da Tessalonica, l’abbadia diventò culla di cultura ed assunse un ruolo fondamentale dal punto di vista religioso, economico e civile per le comunità vicine, con possedimenti che arrivavano fino in Calabria.
    Ci muoveremo, poi, verso il centro storico, raggiungendo il rione “Tornito” dove visiteremo la chiesa di San Gaetano da Thiene (primo impianto XVII sec.) ed un antico frantoio ipogeo (XVIII sec.).
    Ricaricate le energie raggiungeremo il “Paese”, altro rione storico di San Giovanni a Piro. Una tappa al laboratorio di Mimì, simpatico ed estroso nonnetto, ci farà rivivere l’antica arte della lavorazione del vimini, delle canne, delle ginestre, del legno di ulivo o di erica per la creazione di “panari”, “gratedde” e di tanti altri curiosi oggetti.
    Visitata la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo (primo impianto XV sec.), tortuosi vicoletti, che conservano intatto il fascino dell’antico casale, ci condurranno a via Pietra Pacifica dove attraverseremo l’omonima porta, unica ancora esistente dei cinque varchi d’accesso al paese nelle antiche mura.
    Lasciato il centro abitato raggiungeremo la cappella della Martellata. Alla sua sinistra parte il sentiero della “Manna”, un tempo unica via di collegamento tra il centro abitato di San Giovanni a Piro ed il Santuario intitolato a Maria SS. di Pietrasanta. Gradini scolpiti nella roccia e deliziose gallerie naturali formate dai rami di alberi di leccio ci porteranno alla sorgente della “Manna”, pozzo d’acqua sorgiva che si apre nell’imponente roccia sulla quale sorge il Santuario. L’acqua della fonte, ritenuta miracolosa, tanto da essere inserita in una “Guida alle acque Sante d’Europa”, è somministrata ancora oggi agli infermi.
    Passando, poi, attraverso una grande roccia che sembra essere stata spaccata da una mano soprannaturale per consentire il passaggio dei fedeli si giunge nel piazzale antistante il Santuario (primo impianto 1200).
    Qui una sosta è doverosa per godere del meraviglioso panorama e del fascino che questo luogo, intriso di fede e di storia millenaria, emana. Uscendo dal piazzale ci si addentra nella pineta per raggiungere la cresta del monte Paccuma. Qui si apre un panorama mozzafiato con la vista dell’intera costa del Parco Marino Costa degli Infreschi e della Masseta.

    Una comoda carrareccia, arricchita da un percorso fitness e da piazzole per picnic, ci porterà infine al pianoro di Ciolandrea, “sporto ariostesco affacciato sull’ampio e luminoso Golfo di Policastro. Enorme balcone dal quale lo sguardo abbraccia spazi infiniti e panorami da delirio …. Qui si inverra il celeberrimo, rivoluzionario verso ungarettiano M’illumino d’immenso” (Angelo Guzzo).

    Consigli utili
    – Scarpe comode, meglio se da trekking
    – K-way

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